
domenica, 24 febbraio 2008
Dal caos dello zero, dell'ouroboru alchemico che si morde la coda, ne scaturisce l'individuo che decide e osserva in solitudine cosa si muove in lui e in cosa differisce dal mondo che lo circonda, consolidando così la sua individualità.
Questo numero si scinde per dare vita alla coppia, al numero DUE. L'Uno, forte della sua individualità, si contrappone a un simile per confrontarsi e GENERARE il numero TRE. Dal Due, l'opposizione, il confronto nasce un Terzo elemento che, esotericamente, è simbolo della comunicazione, che è il primo numero di elementi che è possibile chiamare "collettività" e non coppia o singolo.
Immagino sia per questo che il numero tre è associato a Mercurio, pianeta della comunicazione veloce, del rame (ottimo conduttore di calore ed elettricità, non credo sia un caso).

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numerologia
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domenica, 07 ottobre 2007
Nell’antica Europa, in tempi remoti, quando la cultura Celtica era ancora agli albori, il concetto di Vita era un Un’indagine approfondita, quindi, non può scindere i due aspetti di una tradizione così antica. Spesso, si sente parlare dei Draghi, animali misteriosi e primordiali che un po’ ci incutono timore, ma nessuno ne comprende il vero significato: anch’essi fanno parte del nostro mondo, ma operano direttamente nell'astrale bianco. Per capirne le potenzialità dobbiamo immergerci ed arrivare fino al tempo degli antichi sacerdoti; tempo che ci conduce fin quasi all'origine della civiltà conosciuta. Si racconta che in origine i Druidi, appresero la loro arte magica nelle Isole a Settentrione del Mondo. Queste isole erano situate nell’Altromondo, oltre le Acque. Qui “… non c’è né terra, né acqua, né aria allo stato puro, ma una specie di miscuglio dei tre elementi, dove terra, acqua e aria sono mescolati come fossero tutti riuniti. L’Altromondo non è misurabile, è un eterno presente e un mondo di illusioni”. Il dio che governa queste terre è Crono (signore del Tempo); è assopito, poiché queste terre sono senza tempo. Il quinto elemento, il fuoco, non esiste ancora, e quindi “nulla può essere plasmato”. Tutto rimane inerte, in uno stato chiamato “del sogno eterno”. L’Irlanda, FALIAS – GORIAS – MURIAS – FINDIAS, ove risiedevano i quattro Druidi guardiani: MORFESA – ESRAS – UISCIAS – SEMIAS, trasmettitori di scienza e conoscenza. Al loro ritorno portarono quattro oggetti sacri: Da FALIAS la pietra di Fail (Lia Fail) (Terra), da GORIAS la lancia di Lugh (Aria), da MURIAS la spada di Nuada (Fuoco), e da FINDIAS il calderone di Dagda (Acqua). La parte finale “AS” significa “ESTERNO”, “AL DI FUORI”, e significa essere nel mondo senza tempo. È significativo che per giungere in queste terre, si debbano attraversare acque tempestose; queste, infatti, rappresentano l’interiorizzazione delle nostre emozioni ( Poiché precedono la forma, le acque rappresentano I luoghi prescelti erano centri particolarmente carichi di forza magnetica, uniti da una linea immaginaria (ma non tanto): gli omphalos. Mediolanum (Milano), che DRAGO D’ACQUA, rappresenta l’Inconscio. CALDERONE DI DAGDA. NORD BLU GEIMHEREACH INVERNO ABETE BIANCO Solstizio d’inverno È alla soglia dell’Altromondo, e ci guida verso il Mondo Sotterraneo. L’Inconscio che vede il sorgere della consapevolezza dei desideri irrisolti. Le potenzialità della psiche umana vengono sorvegliate dal drago, per impedirci di usarle in modo inappropriato. Simboleggia anche la trasmutazione e la profondità di sentimento. Il DRAGO DI FUOCO, rappresenta l’Io, Il DRAGO D’ARIA, rappresenta Questi Draghi sono a guardia dei loro tesori, e riuscire a vincerli, significa compiere la propria trasmutazione, la via palingenetica che porta all’equilibrio interiore. Compiere questo cammino è pericoloso, se non si è più che preparati. Vi sono 3 stadi principali (secondo gli antichi sacerdoti), che l’individuo deve superare durante il proprio cammino palingenetico: 1. Fase di regressione o morte iniziatica, durante la quale ci si spoglia di tutti gli stereotipi della vita moderna, per apprendere le arti druidiche. 2. Fase di rinascita, durante la quale ci si appropria delle conoscenze degli Avi. I Totem ci guidano alla contemplazione della Natura. 3. Fase della rivelazione, durante la quale si completa la formazione iniziatica per procedere lungo il cammino palingenetico. I Draghi ci aiutano ad attraversarli, a patto che siano gli Uomini a volerlo, a porre la propria Volontà (superiore) al servizio del divino che risiede in ogni dove. I quattro animali primordiali, a differenza dei draghi, rappresentano le ere terrestri e l’involuzione dell’Essere Umano, verso la materia. Anche se molti sono convinti del fatto che discendiamo dalla scimmia, la mitologia e le tradizioni di tutti i popoli della Terra, confermano il fatto che l’Uomo Primordiale, era in origine un dio, e che a seguito della sua discesa in terra, ha subito delle metamorfosi. Tutti parlano di sfere di pura energia, e le scimmie sono soltanto il tentativo, grossolano, di materializzazione di queste forze. Nel ciclo mitologico d’Irlanda, presente nel “LEBOR GABALA EIREANN”, si fa menzione di quattro stirpi di dei e semidei, che furono i fautori di queste ere. L’Uomo, in queste fasi, subisce delle “trasformazioni” simboleggiate dai Totem, da quelle forze rese manifeste e disposte al suo servizio. LE QUATTRO ERE: CERVO – (stirpe) NEMED – ETA’ DELL’ORO Origini. Spirito etereo, puro. Non possiede ancora l’Intelligenza né il Mentale. CINGHIALE – (stirpe) FIR BOLG – ETA’ DELL’ARGENTO FOMORI: potenza occulta della Natura. Materia ancora troppo sottile per avere una forma perfetta. Simboleggiano il magnetismo della materia bruta. FIR BOLG: Materia. I corpi sono giunti ad una materializzazione più spessa giungendo alla perfezione fisica. La parte sottile ha tuttavia ancora il sopravvento. FALCO – (stirpe) TUATHA DE’ DANANN – ETA’ DEL BRONZO Il mentale viene creato per unire lo spirito al corpo fisico ed energetico, dotando l’Uomo di Coscienza e Intelligenza. Vincono i Fomori, la parte energetica ed informe. SALMONE – (stirpe) FIGLI DI MILE – ETA’ DEL FERRO L’Uomo è completo.
processo continuo di interscambio fra mondo profano e mondo religioso; questo è significativo, perché ci fa capire come tutto fosse armonioso, e di come l’Uomo si rapportasse alla Natura, nella sua completezza. Tutto avveniva non in modo sentimentale, come avviene oggi, ma secondo le leggi interiori che appartengono anche al Cosmo: il microcosmo che "comunica" col macrocosmo.
significa “centro di perfezione”, era collegata, ad esempio, a New Grange (Irlanda), Carnac (Francia), Stonehenge (Inghilterra) e a Delfi (Grecia). I draghi della tradizione celtica rappresentano i guardiani delle nostre potenzialità, e di quello che abbiamo “ereditato” da lontano. Questi ci permettono di avere una chiave in più per conoscere noi stessi. Sono lo specchio del nostro Cosmo interiore e rappresentano i “guardiani dei Templi”:
Il DRAGO DI TERRA, rappresenta il Subconscio. LIA FAIL. OVEST NERO FOMHAR AUTUNNO PIOPPO BIANCO Equinozio d’autunno È il custode dei tesori nascosti nei tumuli sepolcrali, ed è ancora assopito, perché aspetta il risveglio della fine dei tempi. Rappresenta la coscienza che si sta risvegliando e il viaggio dell’anima tra una trasmigrazione e l’altra. Il

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draghi
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domenica, 02 settembre 2007
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Thor (norreno Þórr, alto tedesco antico Donar, anglosassone ÞÅ«nor , svedese Tor, Tedesco Donner) è una delle principali divinità dei Vichinghi, noto come il dio del tuono e del fulmine. La mitologia norrena è ricca di racconti sulle gesta di Thor e sulla sua perenne lotta contro i giganti.
Figlio di Odino, re degli dèi, e di Jörð, dea della terra, era il più forte degli Æsir e dunque la sua dimora era ad Ásgarðr, nel Trudheimr, un castello nelle terre di Bilskirnir. Mentre Odino era considerato re degli dei, Thor era un po' più il dio degli uomini, infatti era molto amato dagli scandinavi, probabilmente più di Odino, tanto che i Vichinghi si definivano Popolo di Thor. Sua moglie si chiamava Sif, ma poco si conosce di lei a parte che avesse i capelli d'oro, fabbricati per lei dai nani dopo che Loki le aveva tagliato i suoi. Con Járnsaxa ebbe come figlio Magni mentre con Sif ebbe Þrúðr e Móði; aveva anche un figliastro Ullr che era in realtà solo figlio di Sif.
Nelle sue soventi scorrerie era spesso accompagnato da Loki.
Nel corso del Ragnarök, Thor ucciderà e sarà ucciso da Miðgarðsormr, il serpente di Miðgarðr (la Terra): Thor ucciderà il serpente, ma, ammorbato dal suo soffio velenoso, farà solo nove passi prima di cadere a sua volta a terra morto.
Chiamato anche Öku-Þórr (Thor la guida), un riferimento al carro, trainato dalle capre magiche, col quale viaggia per la terra e per il cielo
Del mito di Thor oggi sono rimaste alcune testimonianze in alcuni nomi che derivano proprio dalla parola Thor:
* In molte lingue germaniche il nome di Thor è identificabile come radice nel nome di giovedì: Thursday in inglese, Donnerstag in tedesco, Donderdag in olandese e Torsdag nelle lingue scandinave. Anche in finlandese, che pure non è una lingua germanica, ritroviamo Torstai.
* La parola inglese per tuono (thunder) sembra collegata alla parola Thor poiché quando il dio colpiva qualcosa con il suo martello, si udivano rombi di tuono.
Il nome Þor è tuttora usato come nome proprio in Islanda.

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thor, divinitÃ
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giovedì, 30 agosto 2007
Il secondo ciclo è quello stagionale, che ci mostra le vicissitudini delle divinità agrarie e pastorali attraverso il tema di semina-fioritura-maturazione-raccolto.
Queste ultime feste sono chiamate col loro nome celtico perché i Celti ci hanno lasciato un ricco patrimonio mitico e folklorico su di esse anche se, come vedremo, le medesime date erano celebrate con diversi nomi presso altre civiltà europee e mediterranee.

Occorre ricordare però che l’ottuplice ruota non ha soloun significato esteriore, materiale, ‘naturalistico”, poiché i momenti critici di passaggio nello scorrere del tempo hanno una risonanza anche a livello dell’interiorità umana. Risonanza psicologica perché ogni fase del ciclo influisce indubbiamente sul nostro umore e sul nostro comportamen¬to (anche se purtroppo al giorno d’oggi raramente ce ne ren¬diamo conto). E anche risonanza a livello spirituale, dal momento che le feste sacre ci offrono la possibilità di riconnetterci alle energie divine del cosmo e della Natura, rispettando la funzione principale di tutti i calendari così come erano stati ideati nell’antichità.
Per tutti questi motivi la Ruota dell’Anno ha conservato tutta la sua validità nel corso dei secoli, e ancora oggi è il calendario sacro di tutti quei movimenti spirituali che si rifanno alle religioni della Natura: Neo-Druidismo, NeoPaganesimo, Wicca, Spiritualità della Dea e altri ancora. Inoltre il suo schema è sottinteso ancora a moltissime cele¬brazioni folkloriche o cristiane, anche se di ciò ovviamente non sempre siamo consapevoli.
Quello che verrà esaminato nelle pagine seguenti, per quanto sorprendente possa essere per molti, non è quindi un ricordo di un passato ormai remoto, ma è ancora oggi una realtà viva e operante. Di tutto ciò si è tenuto conto nell’esposizione di ciascuna delle otto feste: infatti ai miti, al simbolismo, alle espressioni storiche e folkloriche, si aggiungono anche alcuni semplici modi di celebrare questi momenti di passaggio e anche vari suggerimenti sul come entrare in sintonia con le loro differenti energie.
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commenti
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festività , ruota dell anno
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domenica, 26 agosto 2007

Ti senti invadere dal sonno? Gli domandò il Maharal. Il Golem voleva abbassare il capo per dire di sì, ma le forze lo avevano abbandonato. Hai compiuto il tuo destino disse il Marahal. Puoi essere orgoglioso. Pochi uomini hanno salvato tante vite quante ne hai salvate tu. Che il tuo sonno sia dolce, mio caro Yossel; non preoccuparti, nessuno ti disturberà te lo prometto (Il Golem - Elie Wiesel).
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golem
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E se qualcuno si prendesse la briga di cancellarci, allora, ma lettera E dalla fronte, una buona volta?
Stasera sono inquietante, lo so. Se non conoscete i golem leggete oltre e capirete il perchè.
Apprendo questo, oggi:
Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.
Si dice che il Golem sia stato formato attraverso il testo Sefer Yezirah: esso risale alla sapienza di Avraham e si distingue per l'esegesi sui segreti dell'alfabeto ebraico, delle Sefirot nel legame con l'anatomia del corpo umano, con i pianeti e con mesi, giorni e segni zodiacali: queste tre figure - l'uomo, il mondo e l'anno - rappresentano tre testimoni completi. Il Maestro che volesse formare un Golem, così si racconta, si serviva delle lettere girando attorno alla forma di argilla per un numero di volte preciso, in corrispondenza a tutte le figure citate sul Sefer Yezirah.
Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.
Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per servirsene come servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità" (in ebraico emet). C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte" (in ebraico met); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem e nascose il demone nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbe ancora oggi.
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23:49
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commenti
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golem
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domenica, 12 agosto 2007

"Quando li consideriamo come Dei, gli archetipi personificati diventano qualcosa di più che inclinazioni costituzionali o forme istituzionali di comportamento, qualcosa di più che strutture ordinatrici della psiche, fondamento delle immagini e organi vitali delle sue funzioni.
Ora li conosciamo come persone, ciascuna con i suoi stili di coscienza o, nel linguaggio di Jung, ‘modi tipici di apprensione'. Ciascuno di essi si presenta come spirito guida (spiritus rector) con posizioni etiche, reazioni istituzionali, modi di pensiero e di parola, richieste di partecipazione emotiva.
Queste persone governano i miei complessi e, attraverso essi, la mia vita, la quale è la varietà dei miei rapporti con loro."
"...l'intensità del soggettivismo occidentale ha bisogno di divinità personali alle quali rivolgere il cuore. E queste divinità sono le nostre salvatrici sul piano psicologico, perché, rivolgendo i nostri sentimenti personali a persone che non sono il nostro io, che trascendono la nostra nozione di esperienza, ci salviamo dal personalismo del sentimento.... parliamo con loro ed esse ci parlano... la risposta a queste persone incomincia... con l'appassionata testimonianza resa dal cuore a persone immaginali indipendenti dal cuore stesso che le contempla.
J. Hillman
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commenti (1)
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divinitÃ
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Ora sgombrate la testa da quello che avete sempre sentito in merito a questa parola: il diavolo non c'entra, non si mangiano i bambini, non si profanano tombe e non ci sono messe "strane". Ma non ci sono riusciti del tutto... Il sabba e' una festa, e' vita, gioia, luce, e anche ombra. Si celebrano le stagioni, i passaggi, gli Dei, la natura... sono feste solari, per cui diversi pagani consigliano quando possibile di celebrarli durante le ore diurne. Si puo' ballare, cantare, banchettare, ma anche pregare e meditare. Si puo' festeggiare in gruppo, o da soli. Non ci sono "regole" o pratiche valide per tutti, solo l'evento che il sabba celebra. I sabba come abbiamo detto sono otto, suddivisi in quattro maggiori e in quattro minori. Nomi e particolarità possono naturalmente variare da Tradizione a Tradizione; le basi delle feste, legate al ciclo naturale, rimangono comunque sostanzialmente le stesse.
All' interno dell'anno, il Paganesimo riconosce otto feste principali, otto giorni speciali, ognuno dei quali simboleggia e celebra un evento stagionale.
Queste feste sono anche chiamate Sabba.
Le feste cattoliche che tutti conoscono, e su cui si basano i nostri odierni calendari, sono state sovrapposte a queste piu' antiche celebrazioni pagane, per farne cadere i festeggiamenti in favore della loro religione, cercando cosi' di allontanare ulteriormente le reminiscenze pagane e i relativi rituali.
C'e' da aggiungere che in molte feste contadine della nostra penisola (e anche oltre) si possono ritrovare elementi di queste celebrazioni, magari nascosti sotto il velo del folclore o della "ritualità" cristiana.
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19:44
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commenti
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festivitÃ
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Regina del sole di Arinna
tu sei la più altamente onorata.
Sia santificato il tuo nome,
perché sei più grande di ogni altro dio.
Tu sei colei che regna su tutto,
e reggi ogni cosa
in cielo e in terra,
componendo le dispute,
dispensando la tua misericordia,
provando compassione per tutti
quelli che invocano il tuo nome.
Tu sei sorgente di ogni calore,
madre dei popoli di tutte le terre.
Celebriamo il tuo culto con la massima riverenza,
perché la tua giustizia è sempre presente,
anche quando permetti che altre divinità siano venerate,
nei loro giorni santi, con i loro sacrifici,
poiché esse proteggono i cancelli del cielo
stando rispettosamente ai tuoi fianchi
mentre trascorri per ogni giornata
in tutto il tuo splendore e la tua onnipotente gloria.
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01:21
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commenti
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inni
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da Jung, Psychology and Alchemy:

"...Il Drago è lui stesso un monstrum, un simbolo che unisce il
principio ctonico del serpente e quello aereo dell'uccello (...) una
sorta di cerchio come il Drago che morda la sua stessa coda (...)
Insieme, uccello e serpente creano il cerchio completo, il Dragone
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01:08
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commenti
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alchimia
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